Il Madagascar: un’isola come un continente.  Biodiversità che non ha paragoni nel mondo, foreste e animali preistorici, interessanti materie prime, culture antiche, sopravvissute e amalgamate nel tempo, popolazioni laboriose e tenaci, queste caratteristiche rendono il Madagascar un Paese da studiare e da aiutare nello sviluppo, mantenendo il rapporto con l’ambiente nel modo felice ed intuitivo seguito fino a qualche anno fa.

Le migrazioni hanno interessato anche questo Paese, grande quattro volte l’Italia, 20 milioni di abitanti, che si  trova sull’Oceano fra l’Africa e l’Asia: un confine naturale di estrema bellezza. A fine 2010 Seniores ha preso contatto con la Comunità degli immigrati malgasci a Roma e con l’Associazione Tetezana, che ne segue l’inserimento nel nostro Paese e che ne favorisce la formazione professionale finalizzata anche al ritorno nei luoghi d’origine, per stabilire l’approccio e identificare le basi di una collaborazione che nel tempo è risultata intensa e produttiva.

Il progetto si è prefisso di fornire supporto concreto ed in itinere ad attività progettuali nate dalle esigenze delle comunità locali.  Iniziamo dai primi passi il racconto di un percorso difficile ma affascinante di relazione con una comunità di immigrati, il cui modello potrebbe essere paradigma organizzativo di molti altri nei paesi del Sud del mondo. [dove operiamo]

Il primo atto è stato la costituzione di un gruppo di lavoro per redigere un progetto di sviluppo destinato ad un comune rurale della zona Nord Ovest dell’isola (Djangoa, dove Tetezana stava terminando la costruzione di una Scuola), articolato su una serie di interventi specifici da realizzarsi in fasi successive, e che rispondesse alle reali esigenze della popolazione locale partendo dallo studio della realtà e delle esigenze locali.
Il secondo atto è stato l’adozione dell’idea di una Biblioteca Mobile, proposta dall’associazione Tetezana Mada di Antananarivo, e la successiva presentazione al Bando per la Campagna Biblioteche Solidali 2014-2016. Il progetto ha superato la selezione ed è entrato a far parte della Campagna 2014-2016. [per ulteriori dettagli]

Il terzo atto è stato quello di farsi carico di approfondire e rinforzare l’idea progettuale proposta da Madame Léa Ratsimbazafy, e l’associazione locale Mamisoa, e relativa al Comune di Ambalabako, una realtà posta lungo la strada nazionale RN44 e soggetta ad inondazioni durante il periodo delle piogge a causa del dissesto ambientale. [per ulteriori dettagli]

Il quarto atto è stato quello di farsi carico di approfondire e rinforzare l’idea progettuale proposta da Madame Dama Ravaoarisoa Jeanne Elisabeth e relativa al Comune di Ambalanjanakomby, una realtà molto povera localizzata nel Distretto di Maevatanana che è la capitale della Regione di Betsiboka.   ( vedi progetto agro alimentare )

Il quinto atto è stato quello di farsi carico di approfondire e rinforzare l’idea progettuale proposta da Madame Léa Ratsimbazafy e l’associazione FITIA, che opera nel Fokontany d’Amboihidratrimo nella periferia povera di Antananarivo, per la creazione di una rete che colleghi in sequenza tra loro i produttori di materie prime, i tessitori, i laboratori di confezionamento cosicché i benefici del progetto ricadano su tutti.  (vedi progetto green)