Questo progetto nasce in Madagascar, ad opera dell’Associazione MAMISOA che ha scritto il documento
Présentation des Problèmes d’Inondation du Village de Manakambola et d’Ambaiboa au Droit du Radier
au PK 154+800 sur la RN44” nel maggio 2007.
All’inizio del 2014 il documento è stato inviato all’Associazione Seniores Italia Lazio che già da alcuni anni collaborava con la Comunità Malgascia di Roma nell’individuazione di opportunità di sviluppo nel Madagascar.
Dopo che nel periodo nei mesi di settembre 2013-giugno 2014 c’è stato un approfondimento sul contesto (Ambatondrazaka) ed un aggiornamento del progetto (Projet de Develppement du Fokontany d’Ambalabako dans la Commune Sunurbane d’Ambatondrazaka), a ottobre 2014 un team di esperti di Seniores Italia Lazio ha prima fatto un sopralluogo in sito.

Dalle risultanze di questa visita sono stati elaborati prima un Reportage Fotografico e poi una Relazione Tecnica.

La Relazione Tecnica, elaborata dall’ingegnere Sandro Orlandi, analizza il fenomeno delle inondazioni del torrente che attraversa i villaggi di Manacambola e di Anbaiboa, ed individua i possibili interventi per attenuare e tenere sotto controllo gli effetti delle piene del torrente.
Nella stagione secca il letto del torrente non trasporta acqua in superficie; durante la stagione delle piogge, al contrario, il torrente convoglia verso valle una notevole quantità di acqua che invade la strada, rendendola inagibile al transito; spesso la piena allaga anche le aree circostanti, sommergendo le abitazioni dei villaggi prossime all’attraversamento. Inoltre, sempre durante le piene, il corso d’acqua convoglia una notevole quantità di sabbia, che va a depositarsi nella zona di naturale espansione a valle dei villaggi invadendo le risaie, sovralzando il livello del terreno e rendendolo impraticabile per la coltivazione del riso.
Il progetto si pone come obbiettivo sia il contenimento del trasporto solido del corso d’acqua che la difesa delle abitazioni dalle inondazioni e non prevede, in questa prima fase progettuale, la soluzione dei problemi di viabilità della strada nazionale. Peraltro tale obbiettivo, non poco ambizioso e di non lieve impegno economico, costituisce una premessa indispensabile anche per la realizzazione di opere stradali di attraversamento, la cui efficacia è strettamente legata soprattutto alla regimazione delle acque e alla limitazione del trasporto solido, che costituisce il principale problema dell’ intera area.indispensabile anche per la realizzazione di opere stradali di attraversamento, la cui efficacia è strettamente legata soprattutto alla regimazione delle acque e alla limitazione del trasporto solido, che costituisce il principale problema dell’ intera area.

La Relazione Tecnica prevede tre tipi di intervento

  1. Opere di sistemazione delle aste fluviali con briglie, in modo da creare un temporaneo deposito del materiale trasportato e rimodellare il profilo longitudinale del corso d’acqua e dei ruscelli provenienti dai bacini secondari.  Le briglie hanno la funzione di trattenuta del materiale trasportato e sono destinate ad un rapido interrimento, senza ulteriori benefici dopo tale evento. Per un migliore funzionamento si dovrebbe prevedere l’asportazione periodica del materiale accumulato a monte delle stesse. Essenziale appare quindi la necessità di limitare nel tempo il fenomeno erosivo secondo quanto previsto nel successivo punto 2.
  2. Stabilizzazione dei versanti con interventi di sistemazione per mezzo di piantumazione di specie erbacee, arbustive ed arboree. Questo intervento non potrà essere limitato nel tempo, ma richiede un impegno poliennale, proprio per dare tempo alle vegetazione di affermarsi e seguire l’evoluzione dell’affermazione delle varie specie. È evidente come questo sia l’intervento cardine di tutto il progetto, l’unico in grado di dare nel tempo risultati duraturi e definitivamente migliorativi delle situazione. In particolare si prevede di:
    a) Impiantare specie erbacee pioniere nelle zone dove i fenomeni erosivi sono più gravi e dove praticamente non esiste terreno vegetale. Per questo intervento si dovrà procedere in tempi successivi prevedendo continui aggiustamenti nel corso di più anni.
    b) Impiantare specie arbustive o arboree, con preferenza per le specie arbustive che possiedono migliore capacità di attecchimento e di consolidamento del suolo, dove il terreno presenta migliori caratteristiche di stabilità e di fertilità.
    L’intervento di rimboschimento va certamente esteso alle zone circostanti il bacino, soprattutto in prossimità delle linee di distacco del materiale in frana.
  3. Creazione di un sistema di argini in terra a difesa delle abitazioni in prossimità della zona dell’attraversamento stradale, in modo da consentire il deflusso delle portate di piena con un ragionevole grado di sicurezza.

L’esecuzione dei lavori prevede un notevole impiego di mano d’opera locale, sfruttandone le notevoli capacità agricole, sia per la piantumazione delle specie erbacee, arbustive ed arboree, sia nella creazione di vivai per la produzione di dette specie, il che comporterà una importante integrazione del reddito delle popolazioni locali ed uno stimolo economico per l’intera aera.
Anche la tecnologia di costruzione delle briglie prevede l’uso massiccio di mano d’opera locale, senza la necessità di impiego di particolari macchinari.
Infine, una volta terminata la parte principale dell’intervento, la necessità di seguire nel tempo l’evoluzione della vegetazione richiederà l’impiego di mano d’opera qualificata con benefici effetti economici e di crescita culturale della popolazione.